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Il metodo della proposta unica

Argomento:
Branding, Web design

Articolo pubblicato il:
09 Gennaio 2024

Foto di copertina:
Kelly Sikkema / Unsplash

Trovare il giusto metodo per lavorare con i propri clienti è un processo lungo e in continua evoluzione, per qualsiasi professionista.

Quando ho iniziato la mia attività come freelance, non conoscevo il metodo della proposta unica: presentavo al cliente più opzioni tra cui scegliere, convinta fosse il modo migliore per lavorare. Ma con il tempo ho scoperto che offrire troppe possibilità non solo non aiutava il cliente, ma metteva anche in crisi il progetto stesso.

Il problema delle proposte multiple

Quando presentavo più versioni di uno stesso progetto, il cliente finiva spesso per indecidersi, dando il via a un processo infinito di modifiche. Spesso il risultato era un Frankenstein design, cioè una soluzione “ibrida” costruita con elementi presi da più proposte: il progetto perdeva coerenza e forza, allontanandosi dagli obiettivi iniziali.

Mi sentivo meno una professionista creativa e più una esecutrice tecnica. E non ero per niente soddisfatta del mio lavoro.

Perché troppe opzioni danneggiano il cliente

Nel cercare di dare il meglio in ogni proposta, finivo per dividere le idee forti in più direzioni. Il risultato? Nessuna opzione era davvero completa, e c’era sempre il rischio che il cliente scegliesse quella meno adatta ai suoi obiettivi, semplicemente perché la trovava “più carina”.

Un sito web o un logo non devono piacere al cliente, devono parlare al suo pubblico.

Il gusto personale non è una strategia

È umano decidere in base a ciò che ci piace. Ma quando si tratta del proprio brand o progetto, affidarsi solo al gusto personale può portare a scelte sbagliate. I clienti, messi di fronte a più opzioni, scelgono in base a “mi piace” o “non mi piace”, dimenticando facilmente la strategia e gli obiettivi.

Ed è qui che entra in gioco il metodo della proposta unica.

Cos’è il metodo della proposta unica

Ho scoperto questo approccio grazie al blog di Sean McCabe. All’inizio ero scettica, ma dopo averlo sperimentato ho capito che era esattamente ciò di cui avevo bisogno: un processo basato sulla fiducia, sulla strategia e sulla chiarezza dei ruoli.

Un progetto, una direzione chiara

Oggi, prima di iniziare la fase di design raccolgo tutte le informazioni possibili sul cliente e sulla sua attività.

Creo una strategia che guida l’intero progetto. Da lì, esploro diverse direzioni in fase di ricerca e sviluppo… ma solo una arriva al cliente: quella che considero la migliore per i suoi obiettivi.

Chi fa cosa: chiarezza nei ruoli

Perché il metodo funzioni, è essenziale definire bene i ruoli:

  • Il cliente compila un questionario approfondito, fornisce feedback puntuali e si impegna a comunicare con trasparenza.
  • Il designer guida il processo, prende le decisioni progettuali e aiuta il cliente a mantenere l’attenzione sugli obiettivi, non sul gusto personale.

Perché funziona (davvero)

I miei clienti non mi scelgono per avere tre opzioni “da scegliere”. Mi scelgono per trovare la soluzione giusta per il loro progetto, supportata da esperienza, ricerca e strategia.

Quando concentro tutta la mia energia in un’unica proposta, posso essere sicura che sia quella migliore: coerente, efficace e adatta a raggiungere gli obiettivi prefissati.
E i clienti lo percepiscono: sono più soddisfatti, più sicuri e più entusiasti del risultato finale.

Un design efficace nasce da un processo consapevole, non da una selezione casuale.

Il metodo della proposta unica mi permette di lavorare in modo più strategico, creativo e soddisfacente, sia per me che per i miei clienti.
E oggi, se qualcuno mi chiede “puoi farmi più opzioni?”, so con certezza che non sono il professionista giusto per lui.
Perché non creo opzioni: creo soluzioni.